L’antico fascino delle porcellane cinesi

di Du Ruiping ed Enrico Gambacorta

(articolo pubblicato nella rivista "L’esperto risponde – Antiquariato-", n.26, marzo 2002)

 

 

E’ noto che la porcellana, fatta di caolino e feldspato, fu scoperta dai cinesi. Ma cominciano con la terminologia per precisare l’esatto significato di ceramica, terracotta, porcellana a pasta tenera e porcellana a pasta dura.

Per ceramica, dal greco "keramos", argilla, si intende qualsiasi tipo di terra che essiccata al sole o cotta a temperature più o meno elevate acquista una certa durezza.

La terracotta opaca è l’argilla essiccata al sole, è porosa e non impermeabile; la terracotta smaltata è quella resa impermeabile a seguito degli smalti e delle vetrificazioni. La cottura avviene a circa 750 gradi e la pasta è molto più spessa di quella della porcellana.

La porcellana deve il nome al colore di una conchiglia chiamata porcella. La porcellana a pasta tenera è il risultato di un impasto di sabbia e di soda. La porcellana dura è la classica porcellana cioè quella fatta di caolino e feldspato, essa è traslucida, resistente a qualsiasi tipo di scalfittura, impermeabile ed accetta valori cromatici di gran lunga superiori a tutti gli altri tipi di ceramica. La cottura avviene a 1250 gradi ed oltre e la pasta, pur avendo una maggiore durezza degli altri tipi di ceramica, è sottilissima.

I primi ritrovamenti ceramici in Cina risalgono al periodo neolitico presso la cultura Yanshao, situata nella regione dello Henan occidentale, e presso la cultura Longshan. La prima ha prodotto della argilla rossa a disegni geometrici (ved.foto n.1),la seconda una argilla nera lavorata al tornio.

Durante l’età del bronzo, all’epoca della dinastia degli Shang (1765-1122 a.C.) il manufatto ceramico, specialmente per gli oggetti rituali, viene sostituito dagli oggetti in bronzo che mutuano le forme da quelle della ceramica stessa.

Durante l’epoca degli Zhou (1122-770 a.C.) affiorano i primi tentativi di proto porcellana.

Agli inizi della dinastia degli Han (206 a.C.-25 d.C.), gli oggetti funerari, che costituiscono il corredo per il trapassato, vengono fatte a stampo e colorati a freddo cioè con colori non sottoposti a cotture. Si tratta di colori vivi ma che con il tempo tendono a scomparire. Verso la fine degli Han (25-220 d.C.) troviamo manufatti smaltati con una invetriatura verde impermeabile ai liquidi (ved. foto n.2).

Dai primi secoli dell’era volgare si continua a smaltare una pasta ceramica abbastanza spessa fino ad arrivare al grande regno dei Tang ( 618-907) quando si afferma la ceramica detta "san çai" cioè dai tre colori: marrone, giallo e rosso.

Per arrivare alla porcellana vera e propria cioè quella sottilissima e cotta a oltre 1250° bisogna aspettare l’epoca dei Song ( 960-1279 ). L’impero dei Song, che succede alla rinascimentale dinastia dei Tang, ha imperatori illuminati, sotto i quali le arti fioriscono, la cultura si espande, la raffinatezza è d’obbligo, l’eleganza è sobria e costituisce il distintivo del gentiluomo. In questo contesto si sviluppano le prime vere porcellane (ved.fig.n.3). Appare il grés-celadon ricoperto da una invetriatura grigio verde. Il famoso "craquelé" è anche di questa epoca ed è dovuto alla differenza di elasticità nella cottura tra il biscotto e lo smalto che lo ricopre.

Ma è durante la dinastia Yuan (1276-1368) che si afferma la porcellana bianca e blu perfezionata poi dai Ming ( 1368-1644 ) che, oltre ad applicare gli smalti sotto e sopra coperta, dànno vita anche alla porcellana colorata detta "dou çai" cioè dai tanti colori.

Successivamente, i Qing (1644-1911) portano al massimo splendore l’arte della porcellana sia sotto l’aspetto artistico e sia sotto l’aspetto tecnologico. Fin dall’inizio vediamo una porcellana brillante, dai colori smaglianti, dalla luce che scivola sullo smalto (ved.fig.n.4). L’Europa ammira la porcellana cinese esportata, all’inizio, dai portoghesi, successivamente importata dalle Compagnie delle Indie. In questo caso, abbiamo però una qualità di minor pregio perché la produzione è su ordinazione dei committenti europei, non si tratta, quindi, della porcellana prodotta dai cinesi per i cinesi.

Bisogna attendere il 1700 per vedere la nascita della porcellana europea, prima a Meissen e poi a Sèvres, avvenuta dopo la scoperta del caolino in Sassonia.

Agli inizi del 1700 il color rosa, importato dagli europei, arricchisce la tavolozza della porcellana cinese (ved.fig.5). Nascerà così la famiglia rosa (che ha come predominante proprio il color rosa) dalla quale si distinguerà la famiglia verde e la famiglia nera.

Il 1700 è l’epoca d’oro della porcellana cinese, secolo in cui regnarono gli imperatori Kang Xi (1662-1722), Yong Zheng (1723-1735) e Chien Long (1736-1795). Questi imperatori colti, collezionisti, poeti, avevano i propri ispettori presso la manifattura imperiale di Chingtechen i quali selezionavano con rigore i pezzi usciti da forni e solo quelli immuni dalla pur minima imperfezione erano destinati alla Corte di Pechino. Questi pezzi venivano chiamati e sono chiamati tuttora "Guang Yao" letteralmente: (pezzi prodotti) "dal forno imperiale". La tecnica, i disegni, la sonorità, gli smalti, la perfezione, hanno avuto un riconoscimento meritato ed incontrastato nel mondo intero. Di questo periodo è anche il famoso rosso sangue di bue (ved.fig.n.6).

Con l’epoca dell’imperatore Jia Qing (1736-1820) comincia la decadenza politica ed artistica anche se abbiamo ancora pezzi di indubbio valore (ved.fig.n.7). A Jia Qing segue Dao Guang (1821-1850) e la guerra dell’oppio. Sotto Xian Feng (1851-1861) scoppia la rivoluzione dei Taiping. Bisogna attendere la fine del secolo per vedere risorgere l’arte della porcellana cinese (ved. fig.n.8). In questo periodo si è avuta una produzione di apprezzabile valenza artistica tanto da confondersi con quella del 1700 (ved.fig.n.9) Ed è veramente difficile,a volte, distinguere un vaso del 1700 da uno della fine del 1800 (ved, fig. 10); a ciò, purtroppo, non sovviene la termoluminescenza poiché questa ha un’approssimazione di circa duecento anni. Dopo la caduta della dinastia dei Qing, nel 1911, questa arte conserva un certo livello anche se con le peculiari caratteristiche dei tempi e degli eventi nuovi, (fig.n.11).

Oggi, sotto la Repubblica Popolare, la produzione dell’artigianato in genere e della porcellana in modo particolare viene incoraggiata ed abbiamo oltre alla produzione commerciale per i turisti anche quella offerta ad un costo elevato ma di alto livello artistico.

 

 

Bibliografia:

- Julia Hutt, Capire l’arte dell’estremo oriente, Mondadori ed.,

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- Madleine David, Ceramiche e porcellane cinesi, Fabbri ed. , Milano 1984

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