IL SIGILLO

                                      nell’antica Cina  

                                                                 di Du Ruiping ed Enrico Gambacorta   

              

                          (articolo pubblicato nella rivista COSE ANTICHE –giugno 2001-)

 

 

              “Io credo che le persone possano capire la Cina attraverso la mia arte” ha detto Ding Weiming, il più grande incisore di timbri vivente, tuttora attivo presso l’Istituto di Arte ed Artigianato di Shanghai. Ed  io aggiungo che, pertanto, un timbro è molto più di una firma.

 

      Origini

  Bisogna risalire al 2° millennio avanti Cristo per le prime tracce dei sigilli chiamati “ TAO XI” (sigillo di terracotta). Essi non erano timbri che, inchiostrati, servivano a essere stampati su carta o altro materiale.  Erano usati per lasciare un’impronta a rilievo su un materiale molle, tipo argilla, che, in seguito, si induriva, come si fa oggi con il sigillo di ceralacca: un timbro di metallo viene premuto sulla ceralacca resa liquida ma che subito solidifica. Gli antichi sigilli servivano per autenticare una lettera o un documento o renderlo immune da manomissioni o per essere applicati sui bronzi come segno di riconoscimento ( ved. figura n.1) o anche  per decorare un oggetto di terracotta.

      Durante il 1° millennio a.C. il sigillo è già di largo uso  in modo particolare durante il periodo delle “Primavere e degli Autunni ” (770-476 a.C.)  e durante il periodo degli “Stati Combattenti” (476-222 a.C.). Diversi sigilli sono stati scoperti nella tomba  Majia (nella città di  Xindu nella regione del Sichuan) dell’epoca degli Stati Combattenti ed appartenenti alla cultura Bashu . 

      Sigilli sono stati trovati, insieme a tanti altri oggetti funerari ,nella tomba, scoperta nel 1983, appartenente al regno di Nanyue (203-111 a.C.) e situata  nell’attuale territorio della città di Canton. Alcuni erano posti sul  corpo dell’imperatore con la scritta “sigillo dell’imperatore” altri sul corpo della concubina con la scritta: ”la Concubina Principale”.

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      Materiali e forme

       I materiali usati sono di vario genere: terracotta, porcellana, legno, osso, pietre semi-preziose, bronzo, corallo, avorio, giada, oro, e, sfortunatamente, negli ultimi tempi si usa anche  plastica.

       Molto ricercati sono ancora oggi i sigilli di pietre semi-preziose con venature colorate.

      Nella tomba del re di Nanyue sopra citata accanto o sul corpo del re e della Concubina Principale si sono trovati sigilli di avorio, giada e di oro.

      Questi piccoli oggetti sono di varie forme: tondi, ottagonali, quadrati, rettangolari, ecc.  e, in genere, non superano i 10 centimetri. Essi si evidenziavano il nome e il rango del personaggio e consentono anche l’apprezzamento delle qualità artistiche dell’oggetto stesso.

       Sono muniti di un manico a forma di figura divina, umana o animale (ved. fig.n.2) oppure sono muniti di un occhiello a cui poter agganciare una cordicella che permetteva al titolare,  portandoli addosso, di fare bella mostra di sé.

      Il sigillo seguiva il personaggio nella tomba. Per i timbri ufficiali, che, ovviamente, non potevano essere depositati nelle tombe, venivano fatte le copie.

     

    Contenuto

       Tutto poteva essere rappresentato in un  sigillo: un nome, un motto, una poesia, un elemento decorativo ed anche una forma astratta purché avesse, di per sé, una valenza artistica.  Esso poteva essere costituito dal nome di un alto personaggio o di un privato cittadino, dal motto creato e, quindi, proprio del possessore, o poteva riferirsi ad una determinata autorità o pubblico ufficio o poteva essere semplicemente un’espressione artistica cioè un’opera d’arte.

 

       All’inizio, durante l’epoca Shang (1765-1122 a. C.), sui sigilli venivano incisi dei pittogrammi che rappresentavano animali la cui pronuncia, in lingua cinese, era uguale alla pronuncia del nome di una famiglia. Il nome della famiglia Yu, che in cinese suona come la parola pesce, veniva rappresentato con la figura di un pesce. La famiglia Lu fu scritto riproducendo la  forma di un cervo poiché la pronuncia del nome di questo animale è uguale alla pronuncia della parola  Lu. In seguito, ovviamente, la scrittura si è evoluta.

     Un timbro poteva narrare anche la storia di uno stato e/o divulgare  una filosofia o una religione. Il sigillo della figura n.3, inciso anche sui quattro lati, parla della rivoluzione dei  Taiping (1851-1864), del suo fondatore, Hong Xiuquan (1814-1864), della sua ideologia sociale e religiosa, del regno del Cielo, di Gesù che è venuto a salvare il mondo,  di Hon Ri che si proclama re, dell’abolizione della schiavitù, della terra da dare ai contadini, ecc.

     Il sigillo di bronzo con drago, della figura n.4, riferito al famoso imperatore Qian Long (1735-1796), scolpito a basso rilievo e  anche ai quattro lati, potrebbe essere interpretato: “il Grande Imperatore Qian Long è saggio come gli antenati, potente, energico ed illuminato come il Sole”.

      Il sigillo di giada della figura n.5 porta la scritta: “leone”, mentre i caratteri incisi ai quattro lati possono essere così interpretati: “fatto per l’Imperatore a cui tutto appartiene, ogni essere vivente, il giorno e la notte”.

     Il sigillo, sempre di giada, della figura n.6, non è ufficiale ed è da interpretare come una dedica all’Imperatore e a Budda: “al Divino Imperatore Drago del Cielo che risiede nel Palazzo Celeste di Xiang Nan e al Budda Fondatore nelle vesti di Guang Ying (il Budda al femminile e della compassione) , Re della Terra”.

    Normalmente però durante le ultime due dinastie cinesi i timbri degli imperatori regnanti portavano 4  caratteri con la seguente dicitura: “sigillo dell’imperatore Qian Long” (Qian Long Zhi Yin) (ved.figura n.7).

 

     Lavorazione

     L’esecuzione del lavoro materiale per incidere o intagliare un sigillo non richiede molto tempo. Un sigillo viene approntato per i turisti anche in 15 o 20 minuti dopo che , ovviamente, hanno già scelto il loro nome in cinese ossia hanno cinesizzato il loro nome secondo la somiglianza fonetica. Si raccomanda di stare ben attenti per evitare di usare ideogrammi  che possono avere anche significati nefasti in lingua cinese!

     La grafia può essere diversa a seconda dei vari stili: dalla rappresentazione di pittogrammi, come sopra detto, alle varie calligrafie succedutesi nel trascorrere dei secoli. Perciò l’artista, incaricato del timbro, chiederà prima al committente quale stile adottare per gli ideogrammi e se usare quelli tradizionali o quelli semplificati.

     Da osservare che la varie grafie possono essere talmente  stilizzate  che nemmeno un cinese riesce a leggerle. In ogni caso, il tutto viene realizzato in modo tale da dare all’insieme un gradevole aspetto estetico. Il risultato, che può essere eseguito ad incavo o a basso rilievo, deve essere un’opera d’arte o, almeno, deve ad essa tendere.

    Perciò per intagliare un sigillo bastano poche  minuti ma per apprendere l’arte di intagliare un timbro necessitano  anni.

 

 

 

   

    Valutazione artistica

  Certo, non si può pretendere un sigillo artisticamente  valido con un modesto compenso. I sigilli del citato maestro Ding Weiming, che ha ricevuto il Master dopo 23 anni, valgono anche 20 milioni. Questo fa pensare che i suoi lavori hanno una indubbia valenza artistica e che come tale sono apprezzati e ricercati. Del resto non si dice niente di nuovo quando si  ripete che presso i popoli orientali la stessa calligrafia può essere un’opera d’arte a prescindere dal messaggio  contenuto nello scritto. 

 

    Importanza

          Il sigillo dell’imperatore  convalidava i documenti relativi agli affari di Stato, dava forza alle sue volontà pubbliche e private. Durante l’epoca feudale, in modo particolare, il sigillo rappresentava il potere che veniva delegato al feudatario attraverso la concessione di esso sigillo da parte dell’imperatore. Il feudalesimo finisce  in Cina bel 221 a.C. con l’avvento della dinastia dei Qin.

       Si sono dati anche casi  in cui a causa di congiure di palazzo più o meno perfide, essendo dubbio chi dovesse succedere, questo veniva chiarito con la verifica  del possesso del sigillo imperiale, cioé colui che ne  era in possesso era il legittimato al trono.

         Ma il sigillo era in uso anche presso privati: benestanti, commercianti, artisti, ecc.   C’era anche chi aveva più di un sigillo, uno con il nome di nascita, un altro con il nome del buon augurio ( Nian Hao), un altro con il suo motto, ecc.

       Negli ultimi tempi, la dinastia dei Qing (1644-1911) aveva imposto ai privati di chiamare il proprio sigillo “YIN” e la parola “XI” (sigillo) poteva essere usata solo per riferirsi al sigillo dell’imperatore.

        Il sigillo, per la sua importanza sociale, per i suoi contenuti e le sue espressioni artistiche aiuta a svelare aspetti della millenaria civiltà cinese da portare ancora pienamente  alla luce.

         

 

 

        Montesilvano(PE)                                                                                       ..                                                                      DU Ruiping

                                                                GAMBACORTA  Enrico

 

 

Bibliografia

 

 

 

 

      -“L’Arte dell’incisione su un  sigillo” di Wang Bei Yue,

        ed. Wang Sheng Ying e Xu Xiou Qin, Taipei, 1997, in cinese

-“Chinese Bronzes a General Introduction” di Li Xueqin,

          Foreign Languages Press, Pechino, 1995

       -“Ba Shu Bronzes Ware”, compilato da: The Provincial

          Museum of Sichuan,  ed.Chengdu Publishing

           House, Chengdu (Sichuan) Cina (non figura la data)

       -“Jade from the tomb of the King of Nanyue”, di Cheung Yin

          Lau, ed.Peter Y.K.Lam, 1991, Hong Kong

   -“The Wonder of Chinese Bronzes”, di By Li Xueqin, ed.  

     Foreing Languages Press, Pechino, 1980

   - Rivista “City Weekend –September 2000”, Pechino, 2000