IL COLLEZIONISTA                                                           

                                  ( avvio al collezionismo )

                                                                 di Enrico Gambacorta

                       (articolo pubblicato nella rivista COSE ANTICHE – luglio 2001-)

 

              Il mondo del collezionismo è costituito da un universo eterogeneo composto da persone di varie estrazioni sociali e da cose che vanno dagli oggetti d’arte agli oggetti più strani come, ad esempio, i tappi dei radiatori delle automobili.

         Pertanto, il collezionismo poggia su due pilastri fondamentali:  il collezionista e l’oggetto. Ruotano intorno ad essi, con il carattere della complementarietà, il danaro, il venditore privato, l’antiquario, il mercatino d’antiquariato, le aste, l’esperto, il restauratore, le varie tecnologie per identificare e datare i materiali, ecc.

           Chi è il collezionista?

      Il  collezionista è colui che ha un interesse specifico e coltiva questo interesse dedicandovi del tempo e del danaro.  A volte, questo interesse costituisce una ragione di vita e, in ogni caso, procura una soddisfazione  dovuta ai motivi più disparati: possedere quello che altri non hanno, raccogliere reperti che aiutano ad indagare su un periodo storico, su un’area geografica, su una civiltà antica o contemporanea. Un oggetto d’arte con la sua carica estetica entra a far parte della casa  e dell’ambiente del suo possessore,  ne riflette la personalità ed, eventualmente, il personaggio.

         Collezionare fa bene perché:

1)- Evita la noia, cosa molto importante, anzi può creare una certa tensione psichica , una certa ansia che non è da identificare  con lo stress ma con quel tipo di angoscia che, secondo il filosofo tedesco Kirkegard, è indispensabile  ad una esistenza normale e viva.

2)- Offre nuove conoscenze  perché l’interesse per l’oggetto  porta a volerne sapere di più o tutto di esso. A volte, porta ad approfondire la conoscenza di un periodo storico, a conoscere l’evoluzione artistica di un’epoca tramite l’acquisto delle sue opere d’arte, a scoprire qualcosa sul servizio postale, se si raccolgono francobolli, ecc.

3)- Mette in contatto, per il reperimento, il collezionista con altre persone che abbiano o non lo stesso interesse. Egli entra in contatto con persone, vicine o lontane che, diversamente, non avrebbe mai conosciute. Il contatto umano, a questi livelli, aiuta a completare la personalità, che  diviene più carica di esperienza e più ricca in cultura.

4)- Distingue il  collezionista  dalle altre persone: egli ha qualcosa che altri non hanno, sa qualcosa che altri ignorano, gestisce un potere al riguardo.

5)- In ultimo, cosa di non poca rilevanza, educa chi gli sta intorno, a cominciare dagli stessi figli, tramite il contatto con la sua sensibilità  e con le sue cose belle o importanti ( sotto il profilo storico e/o culturale) di cui  il collezionista si circonda. Lo psicologo francese Pierre Daco, scrive (nel libro “Le prodigiose vittorie della psicologia moderna”): “l’educazione è la trasmissione di un comportamento” .

         Che cosa collezionare?

          Tutto si potrebbe collezionare,  qualsiasi cosa suscettibile di risvegliare l’interesse di una persona: libri, reperti archeologici (boliviani, messicani, cinesi, etruschi, ecc.), statue o statuette (di pietra, di marmo, di bronzo, di legno), dipinti (di un autore, di una scuola, di un paese), carte telefoniche, monete, francobolli, macchine da scrivere e la enumerazione è  senza limite.

            Quando  cominciare ?

        Si può cominciare da qualsiasi età anche da giovane, a 20/30 anni, e sarebbe meglio, ma anche dopo. Qualcuno comincia per rispondere ad una spinta interiore, altri, sono  instradati al collezionismo da contatti vari, dall’ambiente, familiare o non

          Dove é possibile collezionare?

        Si può collezionare in qualsiasi posto e da qualsiasi posto poiché esiste la possibilità di reperire gli oggetti in loco o anche a distanza servendosi  di cataloghi, del telefono, di rivenditori, di internet e di qualsiasi altro mezzo. Oggi la tecnologia mette a disposizione di una persona, seduta davanti ad un computer, qualsiasi oggetto destinato alla vendita e situato in qualsiasi parte del globo terracqueo. I limiti di spazio e di tempo non esistono più. E ciò è una grande cosa per quanto si riferisce al reperimento degli oggetti ed alle eventuali transazioni di pagamento.

             Danaro occorrente

         Non sempre è necessario il danaro, o molto danaro, per coltivare questo  “hobby”. Si richiede invece, quasi sempre, un investimento di tempo più o meno prolungato o continuo. L’oggetto desiderato bisogna cercarlo, sia perlustrando i luoghi  “ad hoc” e sia per via telematica. 

        Certo,  acquistare un dipinto di Picasso richiede un conto bancario a tanti zeri. Del resto, questo tipo di acquisti sa molto di investimenti speculativi ad alto rischio ed opera in un’atmosfera, a dir poco, particolare.

          Acquistare, invece, un dipinto di uno dei pittori post-impressionisti  è alla portata di tante tasche. In proposito, Gerald Shurr ha pubblicato in Francia due volumi dal titolo “I Piccoli Maestri che rappresentato i valori del domani”. In questi due volumi egli raccoglie gli artisti non ancora alla ribalta internazionale ma le cui opere hanno un valore artistico indiscutibile e le cui quotazioni attuali sono abbordabilissime.

           E’ necessario avere un po’  di fiuto che è dato da un minimo di buon gusto (che non si identifica con il dire, ingenuamente, mi piace o non mi piace), da un minimo di educazione al bello e da una sensibilità alimentata dal contatto diretto e frequente con valide opere d’arte. Una  educazione al riguardo è indispensabile e preziosa, non ci si nasce ma la si può acquistare , con il tempo, dilettandosi delle cose belle .

       Altra cosa importante é cercare di precedere il tempo cioè acquistare oggi a prezzi modici quello che altri acquisteranno domani a prezzi proibitivi sia perché l’oggetto sarà in seguito debitamente apprezzato o sia perché prima non era ancora conosciuto abbastanza.

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        Datazione

     Un problema  rilevante per  chi colleziona un certo tipo di beni è rappresentato  dalla datazione. Cioè stabilire con certezza che il bene reperito e  da acquistare appartenga  o non all’epoca a cui viene riferito.

        In genere si ricorre all’esperienza di un esperto in materia. L’esperto però si trova davanti a dei limiti e cioè quando l’oggetto presenta delle caratteristiche precise ed inequivocabili, in questo caso io dico che “l’oggetto parla chiaro”, l’esperto può facilmente  pronunciarsi. Quando l’oggetto ha sì delle caratteristiche ma oltre ad avere dei punti luminosi ha anche delle zone d’ombra cioè certe caratteristiche sono di dubbia interpretazione, in questo caso “l’oggetto parla poco”. Allora il giudizio è difficile. Quando “l’oggetto non parla proprio”, cioè  è di difficile lettura nel senso che non rivela segni particolari di alcuna epoca, allora sarebbe meglio dichiararlo come tale con le conseguenze che l’eventuale acquirente vorrà trarre in proposito.

  E’ doveroso aggiungere però che le nuove tecnologie, in qualche caso, aiutano a datare certi beni. Oggi possiamo avvalerci di alcuni mezzi che dànno un certo affidamento per la datazione di alcuni  oggetti d’arte,   per certi altri, purtroppo, non abbiamo mezzi scientifici per verificare l’autenticità  o l’epoca di appartenenza.

     Le porcellane e le terrecotte possono essere datate tramite la prova della termoluminescenza (TL) con una approssimazione di più o meno 200 anni    E’ una prova relativamente costosa ma che si  può fare anche in Italia.

     Le statue in legno, i dipinti con supporti lignei, ecc. possono essere sottoposti alla prova detta della spettroscopia IR che ne determina l’epoca con un’approssimazione di circa 30/40 anni. Anche questa prova è relativamente costosa ma si può, fortunatamente, fare anche in Italia.

     I bronzi, purtroppo, presentano delle difficoltà per la datazione anche se a livello scientifico si stanno facendo degli sforzi enormi  in proposito ma, a mio avviso, non ancora possiamo arrivare a delle certezze. La dott.ssa Anna Bennett dell’Università di Londra, alla quale in passato mi sono rivolto personalmente per l’esame di due bronzi, da anni si sta occupando della datazione servendosi dei vari mezzi a disposizione quali l’esame metallografico, l’uso dei raggi X, l’utilizzo della prova del carbonio 14, ecc. Ciò nonostante, lei stessa consiglia di essere prudenti anche dopo esami accurati e ripetuti. 

      In Italia,  il Museo del Collezionista di Milano sta facendo qualcosa per scoprire se un bronzo è nuovo oppure non, tramite l’osservazione con lo stereomicroscopio e l’analisi spettroscopica eseguita sulle incrostazioni.    Speriamo che le tecniche possano ulteriormente affinarsi e possano essere, quindi, portatrici di certezze. Altrimenti dovremmo continuare ad affidarci ad altri elementi quali la provenienza, la patina, le eventuali iscrizioni, la sonorità della vibrazione, lo stile, la forma, il tipo di fusione, il tipo di decorazione, il peso specifico, ecc.

    In ogni caso, se è vero che la datazione ha la sua importanza è anche vero che essa non é tutto. Un ottimo materiale, una elegante forma,  una policromia gradevole e nel complesso la carica estetica di un oggetto possono giustificare a pieno il  prezzo ragionevole pagato per l’acquisto e soddisfare la nostra sensibilità o la nostra curiosità storico-culturale.